Quale sarà la prossima?

Le azioni più influenzate dall’umore di Donald Trump

13 settembre | Stephanie Tan

Com’è ormai noto, Donald Trump ha il potere di far muovere un’azione di borsa con soli 140 caratteri. Da quando l’attuale Presidente degli Stati Uniti s’è insediato alla Casa Bianca, diversi titoli hanno preso il volo sulle attese degli investitori generate dalle sue promesse elettorali, mentre altri hanno fatto dei bei tonfi senza altro apparente motivo che le sue invettive su Twitter. Altri ancora invece si sono trovati prima in una situazione e poi nell’altra, come uno yo-yo in mano al presidente. Perciò, se stai pensando di investire in azioni americane, è meglio conoscere i titoli più sensibili all’umore di Donald Trump. Eccone 6 (e mezzo).

1. GM

A inizio 2017, Trump sgancia un tweet contro General Motors in cui scrive che il gigante automobilistico americano dovrebbe iniziare a fabbricare le macchine in America, se non vuole cominciare a pagare una bella tassa sulle importazioni. Nel pre-mercato il titolo scivola peggio di una Matiz su neve. Riesce però a riprendersi nella seduta di quello stesso giorno, rispondendo prontamente al tweet del presidente che solo una piccola parte della produzione è fatta in Messico. Capito l’andazzo, non più tardi di qualche mese dopo, GM annuncia la creazione di nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, al che il titolo torna a salire e tutti vanno a casa felici e contenti. A parte chi ha venduto le sue azioni subito dopo il crollo.

2. Merck

“Adolf Twitler”, come lo chiamano alcuni, si è pronunciato diverse volte sull’industria farmaceutica. Poco dopo la sua elezione per esempio, promette di abbassare i prezzi dei farmaci accusando allo stesso tempo le grandi case farmaceutiche di essere delle assassine impunite. A quelle parole, le azioni dell’intero settore finiscono sul fondo dell’S&P 500, incluse quelle di Merck.

3. Boeing

Nei tre mesi seguenti l’elezione di Trump, le azioni di Boeing hanno guadagnato il 23%. Fino a quando Trump s’è accorto che i costi del nuovo Air Force One, l’aereo presidenziale fabbricato proprio dal produttore americano, stavano salendo a bomba (intorno ai 4 miliardi di dollari). È bastato il tweet: “Costs are out of control…Cancel order!” e boom: titolo in picchiata.

4. Cisco

A giugno 2017, l’amministratore delegato di Cisco, società che produce hardware per le telecomunicazioni, ha presenziato al tech summit organizzato da Trump assieme ad altri boss della Silicon Valley. Questo però non vuol dire che Trump abbia un buon ascendente sull’azienda, anzi. A inizio 2017 il titolo di Cisco era caduto semplicemente a causa delle aspettative diffuse da Cisco sull’effetto dell’amministrazione del presidente sui propri affari. Molti dipartimenti ministeriali infatti non sapevano se avrebbero avuto soldi da spendere in telefoni e modem, spese su cui Cisco fa grosso affidamento.

5. Bank of America

Alla vittoria di Trump, i titoli bancari hanno festeggiato. Non solo per la sua promessa di abbassare le tasse delle grandi corporazioni, ma anche per la sua nota avversità alla troppa regolamentazione del settore finanziario. Il risultato è stato un improvviso amore degli investitori per questi titoli, e in particolare per Bank of America, i cui rendimenti hanno superato perfino quelli di Goldman Sachs. Ma la festa è finita ad aprile 2017, quando le banche hanno riportato le prime trimestrali svoltesi interamente sotto il nuovo governo: i ricavi da trading di Bank of America e delle sue concorrenti hanno deluso parecchio il mercato, facendo sgonfiare l’effetto Trump.

6. Nordstrom

Il titolo di questa catena di negozi di fascia alta se l’e vista brutta quando Trump l’ha presa di mira su Twitter per aver liquidato la linea d’abbigliamento di sua figlia Ivanka. Ma affari e politica sono due cose separate, come Nordstrom ha detto nel giustificare la sua decisione. E per un brand di abbigliamento, un tweet del presidente può rappresentare un’inattesa pubblicità: non solo il titolo si è ripreso in 4 minuti, ma ha guadagnato addirittura il 7% nell’arco del giorno successivo.

6 ½. Twenty-First Century Fox

Il titano dei media non ha mai subito l’impatto diretto di Trump, per questo lo abbiamo messo alla sesta posizione e mezza. Esso però controlla Fox News, canale prediletto del presidente, che sembra avere una propensione a pubblicizzare i suoi contenuti su Twitter. Forse le due cose non sono correlate, ma gli abbonamenti alla TV via cavo del gruppo continuano a crescere, mentre la concorrenza annaspa. E infatti, nell’ultimo anno, il titolo ha portato a casa un bel 6,7% mentre il settore guadagnava solo il 2,9%.

Scritto da

Stephanie Tan

Penna nomade con un passato nelle pubbliche relazioni e nei media, Stephanie scrive ora di borsa e finanza per voi. Forse la matematica non è il suo forte, ma nessuno la batte quando c’è da investigare sui retroscena delle società quotate, specialmente di quelle hi-tech.
Cercala su BUX: @Stephtrades

Disclaimer: tutte le opinioni, le analisi e i punti di vista espressi negli articoli sono da considerarsi dell'autore e non rappresentativi della visione di BUX. Né BUX, né l'autore forniscono consulenza finanziaria e questi articoli non dovrebbero essere considerati come tali.

Tutti gli articoli
I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 77.7% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se hai compreso il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.