Va' che raccolto!

I migliori dividendi su BUX

3 marzo | Leonardo Siligato

Ecco la top 6 (e mezzo) delle società con il miglior rapporto dividendo-prezzo fra quelle che potete trovare su BUX. In altre parole, quelle che offrono il raccolto migliore.

 

1. BP

Una volta, un manager di una grossa compagnia petrolifera mi disse: “certo che investiamo nelle energie alternative, ma i soldi si fanno ancora col petrolio, ragazzo”. Era senza dubbio un tipo un po’ cinico, ma forse un po’ di ragione l’aveva. Almeno a giudicare dai dividendi che portano a casa gli azionisti di BP (ex British Petroleum), multinazionale britannica che estrae petrolio e gas dalle rocce di mezzo mondo. Quotata alla borsa di Londra, BP è una delle cosiddette “supermajors”, le compagnie petrolifere più grosse sulla Terra. Bene: se nel portafoglio avete una sua azione, ogni anno riceverete in dividendi circa il 6,5% del suo valore. Niente male, contato che la media della borsa di Londra è del 3,65%!

 

2. Shell

Ecco un altro esempio di come il petrolio, per quanto ci stia lentamente avvelenando tutti, renda i suoi frutti in termini di vil denaro. Royal Dutch Shell (per gli amici: Shell), un’altra delle “supermajors” del petrolio, nella famosa conchiglia gialla che la contraddistingue nasconde una piccola perla: la società anglo-olandese, quotata sulle borse di Londra, NewYork e su Euronext, paga annualmente ai suoi azionisti circa il 6,34% del valore delle proprie azioni.

 

3. Aegon

Se il petrolio rende bene, un altro settore che non delude mai è quello delle assicurazioni. Che vogliate stipulare un’assicurazione sulla vita prima di andare a fare bungee jumping sul Viadotto della Pistolesa, assicurare il motorino contro quei maledetti che ve ne hanno già scavallati tre o garantirvi una vecchiaia dignitosa con un fondo pensione alternativo (perché se siete nati dopo il 90, probabilmente una pensione non ce l’avrete), Aegon vi solleverà dall’insicurezza che accompagna tali rischi in cambio di un sicurissimo premio annuale. Il che permette a questa compagnia di assicurazioni olandese con 40 milioni di clienti di trattare molto bene i suoi azionisti: il suo rapporto dividendo-prezzo è del 5,05%.

 

4. GM

Se negli ultimi anni avete comprato una Opel o una Chevrolet, i vostri soldi sono finiti nelle tasche della loro mamma: General Motors (o GM), la quale possiede anche marchi meno comuni in Italia come Cadillac, GMC, Holden, Vauxhall Motors, Buick e GM Korea. Più improbabile è che vi siate comprati un camion o una locomotiva, ma se vi venisse lo sghiribizzo, GM fa anche quelli. Vendendo 9,8 milioni di veicoli all’anno in giro per il mondo, l’azienda simbolo dell’industria automobilistica americana è in grado di ripagare i suoi azionisti con dividendi del 4,8% rispetto al prezzo delle proprie azioni, quotate sulla borsa di New York.

 

5. BT Group

Conoscerete tutti il detto che recita: “di sicuro nella vita ci sono solo le tasse e la morte”. Beh, chiunque l’abbia inventato si è dimenticato di infilarci le bollette del telefono. Se volete una vita sociale, fino a quando possederete un mezzo che trasmetta la vostra voce su dei cavi (che usiate le chiamate tradizionali o i messaggi vocali su Whatsapp), state sicuri che pagherete per questo servizio chi quei cavi li gestisce. BT Group, mastodontico gruppo britannico attivo nelle telecomunicazioni, è uno di coloro che gestiscono i cavi. Un botto di cavi. Oltre a questo fa anche un sacco di altre cose che poco ci interessano ora, ma che gli permettono di pagare ai suoi azionisti un dividendo annuale del 4,75% sul prezzo dell’azione.

 

6. Admiral Group

Come dicevamo, le assicurazioni non deludono mai. Non è un caso che nella nostra top 6 e mezzo ci sia un’altra compagnia assicurativa. A differenza di Aegon però, Admiral group difficilmente tenterà di rifilarvi un’assicurazione sulla vita. Piuttosto, preferirà assicurare il rottame che avete in garage dall’ennesimo tamponamento a catena causato dal pirla dietro di voi che guarda il telefono invece della strada. Grazie ai premi pagati dagli assicurati di mezzo mondo, il gruppo assicurativo gallese quotato sulla borsa di Londra riesce ad offrire un onestissimo rapporto dividendo-prezzo del 3,98%.

 

6½. Abercrombie & Fitch

E il nostro sesto posto e mezzo è occupato a sto giro da quei bellimbusti di Abercrombie & Fitch. Se calcolate il rapporto dividendo-prezzo a fine 2016, la compagnia d’abbigliamento più palestrata della storia vi sembrerà estremamente redditizia: 6,8%.
Sì, il problema è che nel 2016 Abercrombie & Fitch non ha avuto proprio la fila fuori dai negozi (per usare un eufemismo): in un anno la società ha perso il 55% del proprio valore. Più della metà. Perciò, se avete investito nelle sue azioni l’1 gennaio, al 31 dicembre avete sì intascato i dividendi, ma avete perso metà della somma investita. Bell’affare!

Scritto da

Leonardo Siligato

Laureato in Economia e Finanza alla Bocconi, è specializzato in Economia e Management dell’Innovazione Tecnologica presso la stessa università, dove ha lavorato come assistente di ricerca per un po’. Dopo un paio d’anni a Radio 24, nelle redazioni di Focus Economia e La Zanzara, è approdato a BUX, dove scrive di finanza per voi. Amante dell’alta montagna, per vivere non poteva scegliere posto migliore dei Paesi Bassi. Lo trovi su BUX come @Siligon_Valley e su Twitter come @leosiligato.

Disclaimer: tutte le opinioni, le analisi e i punti di vista espressi negli articoli sono da considerarsi dell'autore e non rappresentativi della visione di BUX. Né BUX, né l'autore forniscono consulenza finanziaria e questi articoli non dovrebbero essere considerati come tali.

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