Mai scommettere contro VolksWagen

4 agosto | Angelika Dehmel

Ennesimo lunedì di merda? Consolati: potrebbe andare peggio. Per esempio, potresti aver venduto allo scoperto azioni Volkswagen nel 2008. Ora ti spiego perché, ma andiamo con ordine.

Nel 2005, Volkswagen comincia ad essere oggetto di una silenziosa scalata da parte di Porsche, società cinquanta volte più piccola in termini di vendite. Come fa un’azienda a comprarne un’altra cinquanta volte più grande? – dirai. Facile: prendendo soldi a prestito dalle banche come se non ci fosse un domani.

Solo che il domani poi di solito arriva, e non è sempre come te lo aspetti.

Nel settembre 2008, Porsche dichiara di possedere circa il 35% di VW: una bella fetta, ma la scalata è ancora lunga. Quello stesso mese però, scoppia la crisi dei mutui sub-prime, che fa crollare Wall Street e fallire Lehman Brothers. Improvvisamente, le banche si cagano in mano e smettono di lanciare soldi a chiunque li chieda come fossero coriandoli.

A questo punto, essendo diventato inverosimile che Porsche riesca a ottenere altri finanziamenti per portare a termine la sua scalata, diversi hedge fund pensano bene che il titolo di Volkswagen, non più supportato dalla domanda di azioni di Porsche, crollerà. Perciò cominciano a vendere allo scoperto azioni Volkswagen come disperati.

Ma un mese dopo, nell’ottobre 2008, Porsche rende pubblica la propria quota di partecipazione in Volkswagen, che a sorpresa è salita al 42,6%. Non solo: l’azienda fa sapere di avere comprato opzioni su un altro 31,5% del capitale di VW. Perciò, con uno schiocco di dita, può arrivare al 74,1%. Con tre quarti delle azioni VW in mano a Porsche e un altro 20% in mano al governo regionale della Bassa Sassonia, sul mercato rimane disponibile solo il 5,7% delle azioni. La scarsità inattesa fa aumentare il prezzo. Gli hedge fund che avevano scommesso contro VW, impanicati, cominciano a ricomprare azioni per limitare le perdite, il che non fa altro che far salire il prezzo ancora di più (un fenomeno che si chiama short squeeze).

In pochi giorni, il prezzo di Volkswagen sale da 200 a oltre 1.000 euro, portandola per un po’ ad essere la società più capitalizzata sul pianeta. Mentre Porsche fa una fortuna sulla carta, gli hedge fund perdono qualcosa come 15 miliardi di euro in un giorno.

Ma a questo punto, con quel che costano le azioni VW, finire la scalata diventa impossibile per Porsche, che si ritrova schiacciata da 11 miliardi di debiti che contava di ripagare coi profitti di Volkswagen. E chi viene a salvarla da questa montagna di debiti? Indovinato: Volkswagen stessa. La società inizia ad acquistare Porsche in una contro-scalata che finirà nel 2012, con la piena annessione del marchio di lusso.

Come si dice: tra i due litiganti…

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