Solo i più grandi d'Italia ci entrano

FTSE MIB – impronunciabile ma imprescindibile

19 aprile | Leonardo Siligato

Alla radio o in televisione, ti sarà capitato mille volte di sentir dire: “FUTSI MIB in calo, pesano le banche…”. Ecco, quando senti FUTSI MIB o FUZZI MIB, il cronista sta in realtà parlando del FTSE MIB, impronunciabile nome dell’indice azionario più importante della borsa di Milano.

Cosa significa FTSE MIB

La sigla FTSE sta per Financial Times Stock Exchange ed è comune a molti altri indici come il FTSE 100, che indica l’andamento della borsa di Londra. L’acronimo MIB invece, sta per Milano Indice di Borsa. Poco fantasioso, lo so.
Una volta quest’indice si chiamava S&P MIB (perché era gestito dalla società di rating Standard & Poor’s) ma ha cambiato nome nel 2009, dopo che la borsa di Milano e quella di Londra si sono fuse. Da allora è gestito dal gruppo FTSE, il quale gestisce tutti gli indici FTSE ed è posseduto dalla borsa di Londra (che lo fondò insieme al Financial Times). Ma bando alle ciance.

Cos’è il FTSE MIB

L’indice FTSE MIB è un insieme di titoli azionari che comprende le 40 società più grandi della borsa di Milano in termini di capitale flottante (cioè la parte di capitale quotata in borsa). Queste quaranta aziende sono così grandi che da sole valgono l’80% di tutto il capitale scambiato a Piazza Affari.
Salendo e scendendo, i prezzi delle loro azioni fanno muovere l’indice: se in media salgono, il FTSE salirà, mentre se scendono… bravo, hai capito. Perciò, il FTSE MIB serve a dare un’idea di come sta andando la borsa italiana nel suo complesso.
In pratica, il concetto è un po’ come quello che sta dietro alle nazionali di calcio: prendi i giocatori più forti di tutto il Paese e li metti insieme per capire quanto è forte la nazione.
All’interno dell’indice però, le società non contano tutte allo stesso modo: esse sono “pesate” per il loro capitale. In altre parole, più un’azienda è grande, più farà muovere l’indice coi suoi movimenti.

Quali società comprende il FTSE MIB

Se stiamo qua a elencarle tutte e quaranta facciamo notte: le trovi facilmente sul sito di Borsa Italiana. Sappi però che all’interno dell’indice ci sono società di diversi settori, da chi fa gli occhiali come Luxottica a chi rifornisce i tuoi aperitivi di spritz come Campari, passando per Moncler, Eni e Fiat Chrysler.
Chi pesa di più all’interno del FTSE MIB sono però le banche, le assicurazioni e le istituzioni finanziarie che, messe insieme, a gennaio 2017 valevano tre quarti di tutto il capitale rappresentato dall’indice. Perciò, quando il settore finanziario va male, di solito va male anche l’intero FTSE MIB.

Cosa sono i punti del FTSE MIB

Mentre scrivo, il FTSE MIB vale 20.011 punti, ma che vuol dire? Contrariamente a quanto verrebbe da pensare, non si tratta di soldi. Questi punti sono soltanto una convenzione, come la scala di un termometro: di per sé non significano nulla, servono solo a misurare le variazioni dell’indice. Quindi, se ti dico che il FTSE MIB vale 20.011 punti, tu mi puoi rispondere tranquillamente “e chi se ne frega”, perché non ti sto dando nessuna informazione utile. Ma se ti dico anche che ieri sera valeva 19.774, allora sì che ti ho dato un’informazione: durante la notte l’indice è salito dell’1,2%.

Scritto da

Leonardo Siligato

Laureato in Economia e Finanza alla Bocconi, è specializzato in Economia e Management dell’Innovazione Tecnologica presso la stessa università, dove ha lavorato come assistente di ricerca per un po’. Dopo un paio d’anni a Radio 24, nelle redazioni di Focus Economia e La Zanzara, è approdato a BUX, dove scrive di finanza per voi. Amante dell’alta montagna, per vivere non poteva scegliere posto migliore dei Paesi Bassi. Lo trovi su BUX come @Siligon_Valley e su Twitter come @leosiligato.

Disclaimer: tutte le opinioni, le analisi e i punti di vista espressi negli articoli sono da considerarsi dell'autore e non rappresentativi della visione di BUX. Né BUX, né l'autore forniscono consulenza finanziaria e questi articoli non dovrebbero essere considerati come tali.

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