Quale strategia vincerà?

Investire o speculare: quale fa per te?

29 maggio | Stevan

Investire o speculare?

“Investire in borsa” e “speculare in borsa” sono due termini che spesso avrai sentito usare come sinonimi ma che in realtà non lo sono. Questi due concetti sono infatti diversi sia in termini di tempo che in termini di rischio: quanto a lungo hai intenzione di tenere un titolo? Quanto è rischioso il titolo in cui vorresti mettere i tuoi soldi? La risposta a queste domande ti dirà se quello che stai per fare è un investimento o è speculazione.

Investire in azioni: la pazienza è la virtù dei forti

Quelli che chiamiamo investitori sono coloro che si concentrano sul lungo periodo e non fanno molta attenzione alla volatilità giornaliera delle azioni. Il prezzo di queste sale e scende ogni momento per una serie di fattori, ma a un investitore ciò non interessa. A lui interessano la variazione di prezzo sul lungo periodo e la distribuzione del dividendo, perciò mantiene un’azione anche quando il suo prezzo scende, un po’ come se se la fosse sposata.

Gli investitori non comprano azioni in fretta e furia sulla base del proprio istinto per rivenderle appena il prezzo risale e fare profitti di breve termine. Al contrario, prima di comprarne una fanno un sacco di ricerche sull’azienda che l’ha emessa, sul suo stato di salute economico-finanziaria, i suoi vantaggi competitivi e le sue performance fino ad oggi (cioè fanno quella che in gergo si chiama analisi fondamentale).

investing in stocks vs speculating

Quando ti perdi nei bilanci di una società e finisce che non ti radi per un mese

Perciò, anche se il prezzo dell’azione in questione fluttua, gli investitori generalmente la manterranno nel proprio portafoglio a meno che i fondamentali non siano cambiati, suggerendo di venderla. Al contrario degli speculatori, essi sono guidati da fatti e dati, non da emozioni o istinti. Un esempio di investitore famoso è Warren Buffett, il quale è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo costruendo il suo portafoglio su un orizzonte di lungo periodo.

Il vecchio Warren è la prova vivente che, nonostante con questo tipo di strategia potresti non vedere profitti per un bel po’, sul lungo termine, con un portafoglio ben diversificato, potresti ottenere buoni frutti.

Ma se sei un tipo poco paziente, forse preferisci…

Speculare: chi non risica non rosica

Diversamente dagli investitori, gli speculatori sono più inclini a comprare un’azione sulla base di notizie e voci, sull’andamento del prezzo o sul caro vecchio istinto. Allo speculatore non importa una cippa se l’azienda è solida o no, quel che gli interessa è fare profitti nel più breve tempo possibile tentando di anticipare movimenti di prezzo improvvisi.

Speculare non è altro che tentare di leggere nel pensiero del mercato. Perciò, lo speculatore dev’essere anche un po’ psicologo: deve tentare di anticipare l’effetto che un evento o una notizia avranno sulla mente degli investitori, in modo da prevedere se essi saranno spinti a vendere o comprare.


Io quando provo a leggere nel pensiero del mercato

Un sinonimo della speculazione è il trading. I “day traders” si chiamano così perché tendono ad aprire e chiudere una posizione nell’arco di una giornata, tentando di fare profitti sulla volatilità dei prezzi.
Un’abitudine diffusa tra gli speculatori è quella di usare la leva finanziaria, cioè di prendere a prestito denaro dal proprio broker per aprire posizioni di ammontare elevato con somme relativamente piccole. Ma se da un lato la leva può amplificare i profitti sul capitale investito, dall’altro può portare a grosse perdite in poco tempo.
Del resto, con o senza leva, speculare è un’attività di per sé rischiosa. Questo però non vuol dire che possa essere equiparata allo scommettere, perché i trader professionisti calcolano il rischio e attuano strategie per distribuirlo e limitarlo, riuscendo ad accumulare anche grosse fortune. Un esempio? George Soros (uno dei colletti bianchi più temuti di sempre), è diventato uno degli uomini più ricchi sulla terra speculando sulle valute.

Investire o speculare: quale fa per te?

Ora che sai la differenza, ti starai chiedendo: investire o speculare? Cos’è meglio? Quale dovrei preferire?

In realtà, una non esclude l’altra. Anzi. Perché scegliere tra game boy e torta al cioccolato, quando puoi avere tutte e due?

Perché scegliere quando puoi avere entrambi?

Se da un lato infatti è difficile prevedere i movimenti di prezzo di breve periodo, dall’altro non vorrai tenere tutti i tuoi soldi vincolati in investimenti a lungo termine. Che fare allora?
La chiave sta nell’equilibrio: bilancia il tuo portafoglio con un po’ di investimenti a lungo e un po’ di trade a breve.

In generale, se stai cercando di fare profitti sul breve periodo e sei disposto a rischiare un po’ di più, inserirai nel tuo portafoglio più azioni volatili, di carattere speculativo, come quelle delle compagnie hi-tech. Se invece vuoi rischiare meno e non hai necessità di profitti a breve termine, il tuo portafoglio conterrà più azioni stabili, come per esempio quelle dell’industria alimentare (che l’economia vada bene o male, qualcosa bisognerà pur mettere sotto ai denti).

Perciò, prima di tutto devi capire quanto rischio sei disposto a prenderti, quanta parte dei tuoi soldi sei disposto a investire a lungo termine e quanta parte invece vuoi usare per la speculazione. Sappi che più tendi alla speculazione, più il tuo portafoglio richiederà un’attenzione costante. Una volta che avrai deciso queste cose, potrai iniziare a costruire il tuo portafoglio.

Scritto da

Stevan

Passa la giornata ad escogitare nuovi modi di riempire BUX di contenuti fighi. Le sue parole sono affilate come lame. Conosce la differenza tra una t-shirt hawaiana e una maglietta di Acapulco. A parte BUX, gli piacciono i giochi di carte (specialmente il ‘klaverjassen’, che in Italia si chiama Belot). Su BUX si aggira sotto il nome @Johnny_Blaze

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